Cosa vedere a Formentera: guida completa 2026
Formentera non è semplicemente un’isola, è un’emozione che inizia ancora prima di toccare terra. Quel profumo di ginepro, rosmarino e salsedine che vi investe appena scesi dalla passerella è il segnale che siete arrivati in un luogo dove il tempo ha deciso di rallentare. Spesso definita l’ultima perla del Mediterraneo, quest’isola ha saputo resistere alla cementificazione selvaggia, proteggendo un ecosistema fragile e meraviglioso.
Dopo aver pianificato i dettagli pratici, come la prenotazione del vostro alloggio a Formentera e l’acquisto dei biglietti per il traghetto Ibiza Formentera, inizia la vera avventura. Ma cosa rende Formentera così magnetica? Non sono solo le sue acque trasparenti, ma quel mix unico di spirito hippy, architettura mediterranea e una natura incontaminata che brilla sotto il sole delle Baleari.
In questa guida esploreremo ogni angolo, dai fari solitari alle spiagge caraibiche, dalle spettacolari saline rosa fino ai leggendari mercatini hippy, per darvi una risposta definitiva alla domanda: cosa vedere a Formentera?
I fari: le sentinelle dell’isola tra cielo e mare
Il profilo di Formentera è disegnato da fari leggendari che dominano le estremità dell’isola. Non sono solo punti di riferimento per la navigazione, ma luoghi di introspezione dove la terra finisce e l’orizzonte diventa infinito.
Faro de La Mola: il guardiano dell’alba e il mito di Jules Verne
Inaugurato nel 1861, il Faro de La Mola è il più antico dell’isola e sorge su una scogliera maestosa alta ben 120 metri. Questo è il punto più a est, dove la luce del mattino colpisce per prima la “isla bonita“. La sensazione che si prova camminando verso il bordo è quella di essere su un balcone sospeso nel nulla. L’altopiano de La Mola ha un carattere selvaggio e un microclima tutto suo: l’aria è più fresca rispetto alla costa e carica del profumo della macchia mediterranea.

Una curiosità letteraria: Jules Verne fu così affascinato da questo luogo da citare il promontorio de La Mola nel suo romanzo “Le avventure di Ettore Servadac”, descrivendolo simbolicamente come la “fine del mondo”. Un’immagine che ancora oggi cattura perfettamente l’essenza di questo punto dell’isola. Una targa commemorativa accanto al faro celebra questo legame tra letteratura e realtà.
Vi consigliamo di visitarlo all’alba, per vedere il sole sorgere direttamente dal mare, o il mercoledì e la domenica pomeriggio, quando il vicino mercato artigianale trasforma l’atmosfera silenziosa in un vivace raduno di artisti, artigiani e musicisti.
Faro di Cap de Barbaria: l’ultimo tramonto e la Cova Foradada
All’estremo sud, rivolto verso le coste africane, si erge il faro più fotografato dell’isola, reso celebre dal film cult Lucía y el sexo. La strada per arrivarci è un rettilineo ipnotico che fende un paesaggio arido, quasi lunare, dove la vegetazione si fa bassa per resistere ai venti.
Per preservare questo ecosistema così delicato, l’accesso ai veicoli a motore è regolamentato durante l’alta stagione: il modo migliore per visitarlo è noleggiare uno scooter a Formentera, parcheggiare nell’area dedicata e godersi la passeggiata di circa 2 km nel silenzio assoluto, interrotto solo dal frinire delle cicale.
A pochi metri dal faro, sulla destra, si trova uno dei segreti meglio custoditi dell’isola: la Cova Foradada. Si tratta di una cavità naturale nel terreno alla quale si accede scendendo una piccola scala a pioli. Una volta dentro, la grotta si apre improvvisamente sulla scogliera, offrendo una “finestra” naturale sul blu cobalto del mare. È il luogo perfetto per chi cerca un momento di solitudine e uno dei tramonti più spettacolari di tutto il Mediterraneo.
Le spiagge: l’illusione dei Caraibi nel cuore del Mediterraneo
Grazie alla presenza della Posidonia Oceanica (patrimonio UNESCO), una pianta marina che funge da vero e proprio polmone del mare, le acque di Formentera vantano una trasparenza che non teme confronti con le mete tropicali più esotiche.
Ses Illetes: la perfezione della natura
Situata sulla punta settentrionale, nella penisola di Es Trucadors, Ses Illetes è regolarmente inserita nelle classifiche delle spiagge più belle del mondo. Si tratta di una lingua di sabbia bianca finissima bagnata da acque turchesi su entrambi i lati. Essendo parte di un Parco Naturale protetto, l’ingresso è a numero chiuso e prevede un piccolo pedaggio per i mezzi a motore.
Consiglio da insider: non limitatevi a fermarvi all’inizio della spiaggia, dove si concentrano i turisti che arrivano con le barche da Ibiza. Camminate verso nord, verso il punto in cui la terra si assottiglia fino quasi a toccare l’isola di Espalmador.
Se cercate un pranzo esclusivo, la zona ospita ristoranti celebri come Es Molí de Sal e Juan y Andrea, mete privilegiate di celebrità e grandi yacht; tuttavia, se preferite evitare i prezzi spesso proibitivi di questi locali e godervi la spiaggia in modo più semplice e dinamico, il consiglio è di portare con voi un pranzo al sacco.
Playa de Llevant: l’altra faccia del paradiso
Proprio sul lato opposto a Ses Illetes, si trova Playa de Llevant. Spesso ignorata dai turisti più pigri, questa spiaggia offre dune altissime e un mare leggermente più mosso, ideale per chi cerca una autentica connessione con l’isola.
Un suggerimento: quando soffia il vento da ovest, Llevant diventa una piscina piatta e meravigliosa, spesso molto meno affollata della sua celebre vicina.
Playa de Migjorn: chilometri di spiaggia selvaggia
Con i suoi oltre 5 km di estensione, Playa de Migjorn è la spiaggia più lunga e variegata dell’isola. Si articola in vari tratti che prendono il nome dalle diverse località, come Ca Marí, Es Arenals e Es Copinar. Qui la natura è la protagonista assoluta, con un sistema dunale protetto da passerelle di legno che permettono di esplorare la costa senza danneggiare la flora locale.
È la spiaggia ideale per chi ha scelto di noleggiare un’auto a Formentera, data la presenza di numerosi parcheggi e accessi facilitati. Lungo Migjorn si trovano alcuni dei chiringuitos più iconici dell’isola, come il Karai, Gitana, Amar e KM11 e locali storici come il Blue Bar, con la sua inconfondibile atmosfera psichedelica.
Caló des Mort: una perla preziosa tra le rocce
Nascosta alla fine del lungo litorale di Migjorn, Caló des Mort è una piccola baia a forma di mezzaluna incastonata tra scogliere color ocra e antichi “escars” (le rimesse in legno dei pescatori). Qui il mare è una piscina naturale dai toni turchesi, dove l’acqua è così limpida da rivelare ogni sfumatura del fondale.

La discesa richiede un po’ di attenzione lungo un sentiero sterrato, ma la vista che si gode dall’alto è una delle più iconiche dell’isola. È il luogo d’elezione per lo snorkeling mattutino: i fondali rocciosi sono popolati da una fauna marina ricchissima che sembra non temere la presenza umana.
I borghi: l’anima bianca e la vita lenta
Tra un bagno e l’altro, dedicate del tempo a scoprire i centri abitati, dove la vita scorre ancora ai ritmi di un tempo ormai lontano.
Es Caló de Sant Agustí: il borgo dei pescatori
Situato ai piedi della salita per La Mola, Es Caló è forse l’angolo più autentico di Formentera. È celebre per i suoi antichi “escars” che permettono ai pescatori di tirare in secco le barche. Queste passerelle, dichiarate patrimonio di interesse culturale, insieme alle acque color smeraldo della baia, creano un paesaggio che sembra essersi fermato al secolo scorso. Da qui parte anche il Camì de sa Pujada, un sentiero panoramico che sale verso La Mola offrendo la vista più bella di tutta l’isola.
Sant Francesc Xavier: il cuore pulsante
Capitale amministrativa dell’isola, Sant Francesc è un piccolo gioiello di eleganza e semplicità. La piazza principale è dominata dalla chiesa fortificata del XVIII secolo. La sua architettura solida e priva di decorazioni superflue ricorda un passato in cui l’isola doveva difendersi costantemente dagli attacchi dei pirati saraceni.
Oggi, Sant Francesc è il luogo ideale per perdersi tra le boutique di design, concedersi una sosta al Cafe Matinal o semplicemente ammirare il contrasto tra la calce bianca delle case e il viola intenso delle buganvillee.
Sant Ferran de Ses Roques: l’eredità hippy
Meno turistico rispetto a Es Pujols, Sant Ferran è il custode dello spirito bohémien. Negli anni ’70 divenne il punto d’incontro di artisti internazionali, tra cui Bob Dylan e i Pink Floyd. Il centro nevralgico è la leggendaria Fonda Pepe, un locale che ha mantenuto intatta la sua atmosfera autentica. La sera, la piazza di Sant Ferran si anima con mercatini d’arte dove pittori e scultori locali espongono le proprie opere sotto le stelle.
Il Parco Naturale de Ses Salines
Dichiarate Riserva Naturale nel 1995, le saline rappresentano una delle tappe più affascinanti e ricche di storia di tutta l’isola. Non si tratta solo di uno scenario suggestivo, ma di una testimonianza vivente dell’antica economia di Formentera: già i Fenici e i Romani estraevano l’oro bianco in queste zone, e per secoli il sale è stato l’unica vera risorsa commerciale dell’isola.
Birdwatching a Formentera: alla scoperta dei fenicotteri rosa
L’area delle saline, situata a nord tra La Savina ed Es Pujols, offre uno spettacolo cromatico incredibile. In estate, grazie alla presenza di un particolare microrganismo (la Dunaliella salina), l’acqua dei bacini assume una meravigliosa colorazione rosa intenso durante il processo di cristallizzazione del sale.

È il paradiso dei fotografi e degli amanti del birdwatching: qui potrete avvistare eleganti fenicotteri rosa (specialmente tra agosto e ottobre), aironi, cavalieri d’Italia e numerose specie migratorie che scelgono le lagune dell’Estany Pudent e dell’Estany des Peix come rifugio.
Il modo migliore per visitarle? In bicicletta, percorrendo i sentieri sterrati pianeggianti al tramonto, quando la luce si riflette sugli specchi d’acqua creando un’atmosfera magica.
Storia e archeologia: le radici millenarie
Molti pensano che Formentera sia “nata” con il turismo degli anni ’60, ma la sua storia è millenaria.
La tomba megalitica di Ca na Costa
Pochi sanno che vicino a Es Pujols si trova uno dei giacimenti archeologici più importanti delle Baleari: la tomba megalitica di Ca na Costa. Risalente all’Età del Bronzo (tra il 2000 e il 1600 a.C.), i resti di questa struttura funeraria dimostrano che l’isola era abitata già in tempi antichissimi. È un luogo carico di mistero, situato tra la laguna e il mare, che merita una sosta silenziosa.
I mulini a vento: giganti di pietra nel blu
Prima di diventare meta turistica, Formentera era l’isola del grano. Il vento costante veniva sfruttato da numerosi mulini a vento, alcuni dei quali sono stati restaurati e sono oggi aperti al pubblico.
Il più famoso è il Molì d’en Vell a La Mola (1778), dove è ancora possibile ammirare l’ingegnoso meccanismo originale in legno che permetteva di macinare il grano per produrre la farina per l’intera comunità.
Le torri di difesa: i baluardi contro i pirati
Lungo il perimetro costiero di Formentera si ergono maestose le torri di difesa, costruite principalmente nel XVIII secolo per avvistare e segnalare l’arrivo delle navi dei pirati che un tempo infestavano il Mediterraneo. Queste torri non erano solo punti di osservazione, ma vere e proprie fortezze comunicanti tra loro tramite segnali di fumo durante il giorno e fuochi durante la notte.
Le torri più suggestive da visitare
- Torre des Pi des Català: situata vicino alla spiaggia di Migjorn, è la più iconica tra le torri di difesa. È l’unica dell’isola ad essere stata restaurata in modo da permettere la visita all’interno, offrendo la possibilità rara di salire fino alla piattaforma superiore per ammirare la vista a 360 gradi.
- Torre des Garroveret: situata a Cap de Barbaria, è una delle meglio conservate e offre una vista incredibile sull’orizzonte.
- Torre de sa Punta Prima: vicino a Es Pujols, domina la scogliera e offre uno sguardo privilegiato sulla sagoma della vicina Ibiza e dell’isolotto di Tagomago.
- Torre de sa Gavina: situata sulla costa occidentale, è la meta ideale per una camminata solitaria tra le rocce scolpite dal sale e dal vento.
Visitare queste torri significa fare un salto indietro nel tempo, immaginando le vedette che scrutavano l’orizzonte in attesa di un pericolo che oggi è stato sostituito dalla pace e dal turismo lento.
I mercatini hippy: l’arte del fatto a mano
Visitare Formentera senza perdersi tra le bancarelle di un mercatino artigianale è un peccato imperdonabile. In un mondo dominato dalla produzione di massa, qui l’artigianato resiste come una vera e propria forma d’arte: ogni oggetto, che sia un gioiello, un manufatto in cuoio o una ceramica, racchiude in sé un pezzetto di isola. I mercatini sono il luogo dove lo spirito hippy degli anni ’60 continua a vibrare, offrendo un’atmosfera magica fatta di musica dal vivo, colori e creatività pura.
- Mercato di La Mola (mercoledì e domenica): è indiscutibilmente il re dei mercatini, situato nella piazza centrale. La sua particolarità? Per poter esporre qui, gli artigiani devono obbligatoriamente risiedere sull’isola tutto l’anno e creare i propri prodotti a mano. Questo garantisce un’autenticità assoluta. Passeggiare tra le sue bancarelle mentre una band locale suona dal vivo è un’esperienza che riconcilia con il mondo.
- Mercatino di Es Pujols: si svolge ogni sera sul lungomare pedonale. È il più vivace e frequentato, perfetto per una passeggiata rilassante dopo una giornata di sole. Qui potrete trovare gioielli in argento dalle linee pulite, sandali fatti su misura e borse di paglia decorate, il tutto con lo sfondo delle luci del paese e il suono delle onde che si infrangono a pochi metri.
- Mercato di Sant Francesc: situato tra le pittoresche vie del centro storico, è perfetto per chi ama lo shopping mattutino. Mentre i bar della piazza si riempiono per la colazione, le bancarelle espongono tessuti leggeri, oggetti in legno e prodotti tipici. È l’occasione ideale per acquistare un ricordo prezioso prima di saltare sullo scooter e correre verso la spiaggia.
- Mercato d’arte di Sant Ferran: molto più di un semplice mercatino, questa è una vera esposizione d’arte a cielo aperto. Qui i pittori e gli scultori che hanno scelto Formentera come musa espongono le loro opere ispirate alla luce e ai colori dell’isola. L’atmosfera è intima e bohémien, ideale per chi cerca un pezzo d’arte unico e vuole scambiare due chiacchiere direttamente con l’artista sotto il cielo stellato.
Galleria Immagini
- L’acqua cristallina di Migjorn
- Pontile a Ses Illetes
- Negozio a Sant Francesc












